DOCUMENTO PRODOTTO E APPROVATO DALLA DIREZIONE
PROVINCIALE DI AZIONE GIOVANI
Quello che oggi stiamo celebrando è un congresso importante. E lo
è per molteplici motivi: lo è per il cambiamento che propone a
livello provinciale e per le tematiche nazionali che, di riflesso,
vengono trasmesse e prodotte in questa assise.
Permetteteci di essere critici. Senza, per ciò, essere gratuiti.
Non è nel nostro costume, non l’abbiamo mai fatto e non lo faremo,
certo, ora. Ma vogliamo poter guardare a questo congresso con
occhi di speranza, auspicandoci quella partecipazione diretta e
reale che, fino ad ora, spesso è mancata e che coinvolga,
dall’immediato futuro, i quadri dirigenti come i militanti di
base. Un partito storico, come il nostro, che fa dell’identità
nazionale un valore imprescindibile, non può, anche in un
congresso provinciale, non volgere la propria attenzione a quella
che è la situazione del Paese intero. Siamo tutti testimoni di una
fase di stallo, con il governo attuale incapace di rispondere ai
bisogni dell’Italia, ma un’opposizione che, consentiteci di dirlo,
spesso è incapace di aggredire con convinzione ed univocità su
tematiche e problemi che stanno a cuore alla maggioranza del
popolo italiano. Una maggioranza silenziosa che ritiene questo
governo in contrasto con l’interesse nazionale del quale AN è
stata promotrice e sostenitrice. Una finanziaria sterile ed
oltremodo aggressiva, che non asseconda la crescita economica
europea, imponendo sempre più prelievi fiscali, sta mettendo in
ginocchio il sistema sociale del Paese. Una compagine di governo
che taglia i fondi alle forze dell’ordine, che risponde alle
carenze strutturali della giustizia italiana approvando una legge
di indulto, che, in una sola espressione, contribuisce al dilagare
della criminalità, è l’emblema di una situazione grave alla quale
AN e
la Casa
delle Libertà devono rispondere con serietà, forza e coerenza
impegnandosi su tutto il territorio nazionale. Siamo fortemente
convinti di poter rappresentare l’alternativa. Siamo fortemente
convinti di doverla rappresentare sempre e comunque anche, a
maggior ragione, in quelle realtà istituzionali dove il partito è
governo. Occorre dimostrare su tutto il territorio nazionale che
lo slancio iniziale delle campagne elettorali che ci hanno visto,
ci vedono e ci vedranno protagonisti, non è semplice fervore, ma è
carattere e voglia di cambiare. Per questo, l’impegno della nuova
federazione provinciale non potrà limitarsi alle sole tematiche
locali, ma dovrà difendere in maniera totale e decisa quei valori
condivisi che fanno della Destra italiana, prima ancora che un
partito, un progetto politico serio volto, da un lato, al
progresso strutturale dell’Italia, dall’altro, alla conservazione
di una società nazionale basata sul valore fondante della
famiglia. E questo proprio ora che, da sinistra, arriva la prima
vera minaccia all’istituto familiare storicamente inteso. Non
rinunceremo a batterci contro chi propina un surrogato di nucleo
familiare, che altro non è se non il tentativo fuorviante e
codardo di spacciare per concessione di diritti alle coppie
conviventi, la formazione di famiglie ibride, che appaiono più
come un cedimento alle richieste dei singoli partiti della
sinistra radicale, piuttosto che la reale interpretazione delle
esigenze di una società. La gente ha bisogno di politiche
governative ed amministrative serie che affrontino di petto i
problemi di una società, sia essa provinciale che nazionale. Nel
ribadire il nostro “no, sic et simpliciter”, senza se e senza ma,
ai DI.CO, chiediamo un forte impegno del partito, e in termini di
dibattito e in termini di azione amministrativa, in favore delle
famiglie. Un impegno che si traduca in azioni concrete di maggiore
sostegno fiscale all’istituto familiare.
Allo stesso modo abbiamo il
dovere di intervenire sul problema infrastrutturale che, ancora
oggi, ostacola il pieno e maturo sviluppo della Sicilia,
coinvolgendo, in un’ottica di globale arretratezza del meridione,
anche la nostra provincia. Una classe politica che si rispetti,
della quale An dovrà essere cuore e cervello, ha il dovere di
battersi, una volta per tutte, per il potenziamento delle
infrastrutture. Crediamo che il sud ed in particolare la provincia
di Ragusa, che appare come una delle realtà più attive ed
economicamente più effervescenti del panorama regionale, abbia
bisogno di quei tanto attesi interventi di sviluppo la cui vana
attesa inizia a diventare difficilmente sopportabile. L’economia,
che in un ottica globalizzata non attende i tempi della politica,
richiede risposte immediate e, strutturalmente, competitive.
Consideriamo pertanto, strategicamente importante l’accellerazione
dell’iter che porterà al raddoppio della Rg-Ct, e l’attenzione che
ad esso
la Destra
dovrà rivolgere, di concerto con una serena ed approfondita
riflessione sul costruendo Aeroporto di Comiso. Un’opera di
fondamentale importanza che, però, se non dotata di un adeguato
corollario di infrastrutture, rischia di rivelarsi la solita
cattedrale nel deserto. Ottima, magari, per qualche politico della
zona che volesse farne vanto delle proprie fortune elettorali, ma
niente più.
Quello che chiediamo è, quindi, un partito che sappia guardare al
futuro. Che sappia interpretare le ansie e le speranze dei giovani
di questa provincia. Che sappia difendere i loro interessi. Che
non li privi degli strumenti necessari per costruire qui, in
quella che è la loro terra, il loro futuro. Un futuro che migliaia
di giovani scelgono di costruire studiando e che, con cadenza
annuale, rischia di sfuggire loro di mano. Abbiamo una grande
risorsa da difendere e valorizzare. E’il Polo universitario ibleo.
Contrariamente ai continui rischi di chiusura cui sono sottoposte
le sedi distaccate delle università presenti sul territorio,
Alleanza Nazionale ha il dovere di difendere strenuamente e con
tutte le risorse disponibili, la presenza dei corsi di laurea
istituiti nella provincia iblea. Consapevoli dei vantaggi che le
università dislocate nel ragusano comportano, e da un punto di
vista economico, e da un punto di vista sociale, non possiamo, in
quanto uomini di destra, restare indifferenti ai rischi che questa
terra e le sue famiglie correrebbero in caso di depotenziamento
della rete universitaria. E’ un dato di fatto lo stato di
sofferenza in cui versano, spesso, i servizi agli studenti iblei.
E’ un dato di fatto che il sogno di divenire Ateneo resterà, per
ora, rinchiuso in un cassetto. Ma è altrettanto un dato di fatto
che c’è una comunità di studenti che ha scelto di scommettere
sulla formazione offerta dal proprio territorio. Le scelte e le
speranze degli studenti iblei e delle loro famiglie non possono
essere disattese. Il rischio di chiusura di facoltà come
Infermieristica a Vittoria, Medicina e Giurisprudenza a Ragusa,
Scienze del Governo e dell’Amministrazione a Modica, si paventa
annualmente. Risulta evidente che i problemi, soprattutto di
natura economica, che attanagliano il rapporto Consorzio – Ateneo,
impongono ad Alleanza Nazionale di intervenire per cercare di
scongiurare in maniera definitiva, il pericolo di una perdita che
costerebbe un sacrificio intollerabile in primis agli studenti ed
alle loro famiglie, ed in secondo luogo all’indotto economico che
per la nostra provincia deriva.
E’ ovvio che l’azione politica di un partito che vuole rafforzare
la sua naturale vocazione ad incidere nella società, si mostra
tanto più convincente, quanto più questo partito sia forte al suo
interno e nei rapporti di forza con gli alleati. Diciamolo a
chiare lettere: solo ora An sta uscendo da una fase complessa
della sua vita interna. Una fase in cui, per ragioni che non sta a
noi riesumare né, tantomeno, valutare, la maggiore profusione di
energie non è stata, di certo, indirizzata alla concreta e
proficua finalizzazione dell’attività politica. Occorrerà, ne
converrete, restituire il partito alla sua base. Si sta già
facendo, si dovrà continuare a farlo con il recupero di una
dialettica costruttiva che consenta ad Alleanza Nazionale di
assumere posizioni forti e meditate al tempo stesso. Un partito è
forte quando, in ossequio alla democrazia interna, riesce a darsi
una precisa disciplina, in grado di garantire, anzitutto, il
rispetto dei ruoli e delle singole realtà di cui si compone.
Quello stesso rispetto che dovrà essere preteso nei rapporti
presenti e futuri che si intratterranno con gli alleati della Cdl.
Ai quali saremo leali, pretendendo lealtà.. Ai quali daremo
chiarezza, pretendendo chiarezza. Ai quali riconosceremo dignità,
pretendendo il riconoscimento della nostra. Ai quali, immaginiamo,
non ci sarà bisogno di ricordare, ad ogni piè sospinto, che “pacta
sunt servanda”, a tutti i livelli.
Con queste premesse, in questo quadro, Azione Giovani farà la sua
parte. Fieri come siamo della nostra storia, delle nostre
tradizioni, della nostra militanza, del nostro disinteresse al
potere, della nostra “autonomia collaborativa” col partito. Ma
profondamente motivati e convinti che, oggi più che mai, oggi che
l’orizzonte di un partito unico del centrodestra si avvicina e,
con esso, la legittima titubanza sulla capacità della Destra di
preservare, eventualmente, la propria identità storico-politica,
oggi che la politica italiana si mostra distante anni luce dalle
vere esigenze della nazione, oggi che occorre ripartire dalle idee
e dall’azione, Alleanza Nazionale ha bisogno di un movimento
d’avanguardia. Quel movimento siamo noi. E non intendiamo
sottrarci alle nostre responsabilità. Siamo consapevoli di poter
schierare una classe dirigente oramai matura per dire la sua nelle
singole realtà territoriali come nel panorama provinciale. Laddove
ci sarà una politica seria, laddove ci sarà un progetto politico
serio, noi ci saremo. Con le uniche armi che abbiamo a
disposizione e delle quali il nostro esercito abbonda: la rabbia e
la passione!
Dante Di
Trapani
Commissario Provinciale A.G.i